(Agenzia Vista) Roma, 25 giugno 2026
"La crisi di civiltà indotta dalle nefaste dittature novecentesche sollecitava una chiara presa di posizione: l’opzione per una Costituzione “personalista”, con il primato della persona rispetto allo Stato. Sarebbe stata una delle caratteristiche proprie alla Costituzione italiana quella di voler essere anche una carta di valori, di avviare un processo per la loro attuazione, con le norme definite programmatiche. Giovanni Spadolini avrebbe individuato, in questo, la fusione tra gli ideali di indipendenza e unità del Risorgimento con gli ideali ‘nuovi’ della Resistenza e della lotta contro la tirannide. Una delle interpretazioni critiche del lavoro dell’Assemblea Costituente tendeva a presentare lo sforzo di dialogo e di sintesi, che lo contraddistinse, come un compromesso nel senso deteriore del termine, il cui esito si sarebbe tradotto in strutture fragili della Repubblica. Nulla più, secondo quei critici, di un baratto tra i principali protagonisti, allora la Democrazia Cristiana, il Partito Socialista, il Partito Comunista, ciascuno dei quali avrebbe puntato a salvaguardare visioni se non interessi propri. Al contrario, si obbediva a un principio elementare che si è, via via, affermato nel comune sentire dei cittadini: la Repubblica è di tutti. La fecondità della stagione costituente la abbiamo misurata nella salute delle istituzioni repubblicane: né rivoluzione in corso tradita né rivoluzione annunciata, come pure qualcuno presumeva di prefigurare, bensì sapiente indirizzo dell’equilibrio tra i diritti dei cittadini e quelli della comunità". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla seduta solenne di Camera e Senato per gli 80 anni dell'apertura dei lavori dell'Assemblea Costituente.
Durata 27_15
Quirinale
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev