(Agenzia Vista) Roma, 30 gennaio 2026
"Noi oggi siamo qui perché ormai sono 50mila le tonnellate di olio a dazio zero importate, e questo significa che in due mesi abbiamo perso il 35% del valore dell’olio italiano. Noi stiamo iniziando una battaglia per abolire l’articolo del codice doganale che, attraverso l’ultima lavorazione sostanziale, permette a un prodotto non italiano di diventare italiano. Siamo molto soddisfatti perché siamo riusciti a riportare in Italia 10 miliardi della PAC che saranno uno scudo contro le pratiche sleali, ma questo chiaramente non basta. E’ sufficiente andare al supermercato per rendersi conto che ggi metà delle bottiglie allo scaffale rimarrebbero a terra se facessero un campionamento massiccio, non passerebbero l’esame organolettico. L’olio deve passare l’esame chimico e organolettico per essere definito extravergine. Questo è un dato, e noi non siamo più disponibili a lasciare a terra il nostro reddito soltanto perché, come ha detto la Corte dei Conti europea, mancano controlli. Non si tiene conto dell’origine e soprattutto ci sono distorsioni sul mercato. Quindi non possiamo fare due pesi e due misure: se la Corte dei conti europea lo dice, evidentemente c’è un motivo. In Italia abbiamo una tracciabilità spinta, abbiamo problemi sulle importazioni e quindi sul prodotto importato che assolutamente, tra l’altro, non rispetta la reciprocità. C’è una competizione sleale perché noi siamo disponibili ad accettare prodotto che arriva da altri Paesi, ma devono essere soddisfatte le condizioni che rispettano i nostri produttori lavorative economiche di salute e quindi la competizione diventa leale" Così David Granieri, presidente di Coldiretti Lazio, a margine della mobilitazione di Coldiretti organizzata a Roma difesa dei prodotti agroalimentari Made in Italy, con un focus sull'olio.
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Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev