(Agenzia Vista) Genova, 20 luglio 2026
“Dov'ero quando c’era il G8? Avevo 14 anni. Mio padre era il custode del campo di atletica di Villa Gentile e, siccome si diceva che ci sarebbero stati problemi, aveva detto a me e a mia madre di andare in campagna. Ripensare oggi alle immagini che ho visto da ragazzina, a quella violenza, a quel senso di militarizzazione della città, a una Genova che non riconoscevo, e immaginare di viverlo da sindaca, pensando a quello che ha vissuto il sindaco Pericu, è qualcosa che riempie d’angoscia. Da una parte rappresenti la Repubblica, le istituzioni, credi nell’importanza delle forze dell’ordine e della sicurezza. Dall’altra stai vivendo un dramma storico nella tua città. Credo sia necessario riflettere sulla gestione dell’ordine pubblico di quei giorni. Perché una gestione dell’ordine pubblico fatta con visione, con l’idea di mantenere la sicurezza senza trasformarla in repressione, tutela anche le stesse forze dell’ordine. È stata definita la più grande sospensione dei diritti civili dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, lo è stata davvero. Ho grande fiducia nei giovani. Le istanze che portarono tanti giovani in piazza allora sembravano urgenti, oggi sono diventate non rimandabili. Molte si sono avverate, eppure spesso non riusciamo a imparare la lezione. Sono sempre i giovani a sentire prima l’insofferenza verso una realtà in arrivo, forse perché sanno che saranno loro a viverla. La più grande lezione che ci può dare il G8 è che la visione di quei giovani era corretta, che le loro aspettative erano quelle a cui la politica avrebbe dovuto aspirare. Saper ascoltare le urgenze dei giovani significa saper prevedere il futuro. Ridurre il G8 agli scontri è il più grande errore che possiamo fare. Il G8 va ricondotto alla sua dimensione di aspettativa globale dei giovani verso la politica: un’aspettativa che è stata delusa e che, se non lo fosse stata, forse ci porterebbe oggi a vivere giorni meno bui. Genova allora era al centro del mondo. Quella dimensione internazionale, quell’apertura culturale, quel dialogo politico sono parte della grandezza della nostra città. Ed è questo che dobbiamo ritrovare per riportare Genova nel luogo internazionale che merita”, lo ha detto la sindaca di Genova Silvia Salis.
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Fb Salis Sindaca
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev