(Agenzia Vista) Roma, 25 febbraio 2026
"I plasmaderivati, come suggerisce il nome, sono farmaci ottenuti dal plasma sanguigno. Il plasma costituisce circa il 55% del sangue e contiene una quota pari a circa il 7%, composta da proteine essenziali che l’industria trasforma in medicinali attraverso un processo industriale lungo e complesso, che può durare fino a 12 mesi. Questi farmaci hanno un grande valore sociale perché sono destinati a pazienti affetti da malattie rare caratterizzate dalla carenza di specifiche proteine, e rappresentano quindi strumenti fondamentali per l’SSN. In Italia esiste un sistema di autosufficienza nazionale che nel 2024 ha raggiunto un record nella raccolta di plasma, sostenuto dall’impegno di donatori, regioni e industria. Tuttavia, la crescente domanda di emoderivati, dovuta all’invecchiamento della popolazione e allo sviluppo di nuove indicazioni cliniche, rende ancora insufficiente la disponibilità interna. Per questo il SSN integra il fabbisogno con farmaci prodotti da plasma raccolto all’estero, in particolare negli Stati Uniti e in Europa. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto il plasma come materia critica, al pari dell’acqua. L’Unione Europea ha inserito i plasmaderivati nell’elenco dei farmaci del Critical Medicines Act, riconoscendo la fragilità della catena di fornitura. In questa fase storica è ancora più fondamentale rafforzare la pianificazione regionale dei fabbisogni dei pazienti e rimuovere le barriere che rendono più difficile la disponibilità di plasmaderivati nel nostro Paese. Per questo l’industria farmaceutica chiede l’esclusione dei plasmaderivati dal tetto di spesa a parità di risorse allocate sulla spesa diretta, per avere un sistema più attrattivo a beneficio dei pazienti," così il Francesco Carugi, presidente del Gruppo Emoderivati di Farmindustria.
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Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev